“NON GIOCHIAMO A TRESETTE PER SPOSTARE POTERE NORMATIVO TRA GLI ENTI”  (DIRE) Bologna, 5 mar. –

“Io non sono d’accordo con l’autonomia differenziata: dopo il Covid la sanità pubblica nazionale deve essere la priorità e invece vedo troppa confusione politica e istituzionale. Occorre che ognuno torni a fare il proprio compito: la Costituzione italiana è molto chiara; abbiamo già tanto da fare così, e bisogna farle bene”.

A pochi giorni dalla spinta congiunta di Luca Zaia e Stefano Bonaccini (sull’autonomia di Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna “Draghi batta un colpo”), ma anche dalla frenata del ministro per il sud Mara Carfagna, il sindaco di Bologna, Matteo Lepore chiede di mettere da parte le spinte sulla conquista di potere delle Regioni.

“Dividere nord e sud è un errore, dovremmo metterci insieme a Milano e Napoli per realizzare cose importanti”. E fa un esempio: a Bologna il Tecnopolo svilupperà la potenza di calcolo di tutta Italia e parte dell’Europa, “non credo che questa cosa possa avere confini regionali nè comunali”.   

Serve invece un ‘disegno’ strategico nazionale, dice Lepore, serve che “i sindaci vadano a braccetto, lavorino insieme, sennò rischiamo che le cose si decidano altrove mentre noi giochiamo a tresette pensando che una potestà normativa sia in un ente o in un altro”. Niente autonomia differenziata, dunque, ma “una struttura nazionale più semplice che lavori con le imprese private per vincere alcune sfide industriali: questa, del resto, è la storia dell’Emilia-Romagna”.

Questa, per Lepore, è la strada “se non vogliamo restare un’isola felice dove diciamo che ci si accontenta di cose che funzionano mentre c’è una guerra nucleare alle porte”. Costruire un modello di “alleanze a livello nazionale ed europeo mi affascina di più che l’autonomia differenziata”. Ma questo non vuol dire, precisa, essere in disaccordo con Bonaccini.

Sull’autonomia, il presidente dell’Emilia-Romagna “sa benissimo le posizioni che abbiamo”, dice Lepore toccando il tema nel salotto di Patrizia Finucci Gallo. E in fondo, “non mi pare che il tema sia all’ordine del giorno: il dibattito italiano è su altre cose”.

L’autonomia è tema “di due anni fa si” e nel frattempo “si è andati in un’altra direzione”. Se poi “si dovesse ripartire” con la spinta all’autonomia, “io penso questo”, cioè ‘no’, “ma è un dibattito democratico non conflittuale, sono opinioni”. Poi, continua Lepore, “credo molto nel lavoro che facciamo assieme alla Regione” e nel fatto che “più che chiedere delle autonomie, noi come Emilia-Romagna dobbiamo dare di più al paese, proporre la riforma sanitaria nazionale, non chiedere di essere isolati dal servizio sanitario nazionale.

Dobbiamo fare battaglie politiche per cambiare le cose a livello nazionale e mi pare che Bonaccini sia alfiere di questo, sta proponendo diverse riforme”. E dunque il ‘no’ all’autonomia, “non vorrei che apparisse come una polemica fra di noi perchè non credo che lo sia”.     

Sul punto comunque Lepore fa capire di essere più che fermo, e insiste sul fatto che la spinta all’autonomia stride con l’attualità.

“Credo che la direzione sia diversa dall’autonomia differenziata perchè il governo Draghi sta lavorando a un rafforzamento del sistema nazionale”. Inoltre, “non si deve perdere l’occasione di unire il paese attraverso il Pnrr, sarebbe un grave errore dividere nord e sud”: le città devono smettere di essere “feudi sennò l’Italia non migliorerà mai”, si devono alleare, insiste Lepore. E chiude così: “Vorrei che i sindaci avessero più spazio nella discussione politica non che nascesse un partito dei sindaci che è velleitario”.   (Mac/ Dire) 13:43 05-03-22  

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