L’Assemblea nazionale del Tavolo per il NO all’Autonomia differenziata si è riunita online il 24 giugno, due giorni dopo il presidio di protesta per il ritiro del DDL annunciato dalla ministra Gelmini, tenutosi a Roma, davanti alla sede del Ministero per gli Affari Regionali, dove la stessa ministra ha incontrato i Presidenti delle Regioni Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Liguria e Toscana.

Questo presidio ha visto l’adesione e la partecipazione di moltissimi comitati, associazioni, partiti, sindacati, capaci di rispondere immediatamente, nell’unità, all’appello lanciato dal Tavolo e di rappresentare così, direttamente al governo e ai Presidenti di Regioni, in presenza, l’indignazione e il rifiuto per questo DDL che attiverebbe un vero e proprio congegno di disarticolazione della Repubblica, marginalizzazione del Parlamento, amplificazione delle diseguaglianze e delle ingiustizie, creazione di tensioni tra i territori, attacco ad alcuni diritti universali e ad alcuni principi fondamentali che stanno alla base della nostra civiltà giuridica, forieri di conseguenze gravissime.

Due giorni dopo, l’assemblea, a partire dalle relazioni introduttive di due docenti universitari, una costituzionalista e un economista – i proff Algostino e Liberati -, ha infatti fatto emergere chiaramente come questo progetto si situa al di fuori dei contorni dei principi fondamentali della Costituzione, in particolare l’art. 3, l’art. 2 e l’art. 5.

A Zaia, che si interroga provocatoriamente su come si possa essere contrari ad un processo previsto dalla Costituzione, rispondiamo chiaramente: nessuna attuazione della Costituzione può andare contro i principi fondamentali! Se ciò è permesso da qualche articolo modificato rispetto alla Carta del 1948, è evidente che bisogna tornare sui passi già fatti.

Il dibattito che è seguito ha potuto poi constatare come il grande e difficile cammino di informazione, sensibilizzazione, mobilitazione portato avanti in questi anni abbia aperto prime contraddizioni nel processo verso l’Autonomia differenziata. La presenza e l’adesione di tante associazioni, sindacati, forze politiche al presidio e le azioni intraprese da un gruppo di parlamentari sono in questo senso un patrimonio importante per le iniziative che ci attendono.

Ma resta un fatto, che la stessa assemblea ha potuto ugualmente constatare: l’azione semi-segreta del governo, il silenzio dei media, la quasi unanimità dell’arco parlamentare nel sostenere che in qualche modo l’AD vada comunque attuata hanno creato una situazione nella quale la stragrande maggioranza dei cittadini non sa ancora nulla di questo progetto, dei pericoli che si celano, degli scenari che esso apre.

Eppure, quando i cittadini vengono informati, immediatamente comprendono il pericolo e si scandalizzano di come si possa pensare di fare un tale sostanzialmente irreversibile  salto nel buio, aprendo la porta a scenari inquietanti, nonostante la lezione che la pandemia avrebbe dovuto impartire con i disastri portati dalla prima regionalizzazione già attuata dal 2001 (con la potestà legislativa concorrente in materie quali la sanità e l’istruzione), nonostante le diseguaglianze che aumentano tra le zone del Paese e, all’interno delle stesse, tra i cittadini, nonostante i danni delle privatizzazioni e della prima rimessa in causa dei contratti nazionali.

Tutto si concentra dunque su una questione: è necessario che il disastro che si annuncia venga conosciuto da tutti i cittadini e le cittadine, in modo che il presidio del 22 giugno possa rappresentare l’avanguardia di una grande movimento capace di imporre il ritiro di questo DDL e l’abbandono dell’Autonomia differenziata.

Cosciente della gravità della situazione, per fare nuovi passi avanti su questa strada, al termine del dibattito l’assemblea ha deciso di:

  • convocare subito, per l’inizio di settembre, una assemblea nazionale in presenza per fare il punto della situazione e rilanciare le iniziative;
  • discutere in questa occasione, tenuto conto dell’iter che potrebbe seguire il DDL Gelmini, di come lanciare la costruzione di una grande manifestazione nazionale a Roma, in grado di coinvolgere migliaia di cittadini con i sindacati, le forze politiche e associative, con le istanze di movimento che si oppongono all’AD;
  • Insistere con la ministra Gelmini finché riceva una delegazione del Tavolo;
  • Continuare a rivolgersi ai parlamentari, a Roma e sui territori, affinché prendano posizione per il NO al DDL;
  • Coinvolgere i sindaci, direttamente toccati dalla autonomia differenziata, se questa dovesse andare in porto;
  • organizzare due seminari pubblici di approfondimento delle conseguenze dell’AD da un punto di vista economico e costituzionale;
  • organizzare nelle città e sui territori banchetti e volantinaggi informativi e realizzare un video-staffetta tra le città e le Regioni, da rilanciare sui social per diffondere un messaggio di unità da contrapporre alla frantumazione della Repubblica e dei diritti dell’AD.

Più che mai, uniamoci per fermare l’AD, ritiro del DDL Gelmini! 

L’Assemblea nazionale del Tavolo per il NO all’Autonomia differenziata

Le associazioni che hanno partecipato al presidio del 22 giugno

ANPI Roma – Associazione Articolo 3 – Ass.ne Beni comuni – Associazione Extra Nos Corato – Ass.ne Indipendenza – Attac Italia – Carta di Venosa- Carte in regola – Casa Internazionale delle Donne – Coalizione Civica Bologna  – Cobas – Comitati NO AD – Comitato bolognese Scuola e Costituzione – Confederazione delle Sinistre Italiane – Coordinamento Donne Francoforte – Coordinamento donne italiane – CRIDES – CUB Roma – Democrazia e Lavoro (CGIL) – Donne in nero UD – FLC-CGIL – Fondazione Basso – Forum diritto alla salute – Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua – Giuristi democratici – Gruppo misto Manifesta – Ideeinformazione – Laboratorio la Riscossa del Sud – “Lavoro e Salute” -“Left” – Liberacittadinanza – Libertà e Giustizia – Medicina democratica – Milano in Comune – Movimento demA – Non Una Di Meno di RC – Pap Roma – Partito del Sud – PCI – Possibile – Primavera democratica – Priorità alla scuola – Rete Attivisti Equità – Recovery Sud – Reggio Emilia in Comune – Rete dei Numeri Pari – Riconquistiamotutto (Cgil) – Rifondazione Comunista – Risorgimento Socialista – SGB – Sinistra Italiana – Società della cura – Spazio donna di RC  – “Su la testa” – UIL Scuola – USB – “Volere la luna”

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