Cara elettrice, caro elettore,
ci permettiamo di chiedere la tua attenzione su un progetto che tutte le forze politiche hanno
portato avanti nel silenzio in questi anni e in questa campagna elettorale, ma che ha conseguenze dirette sulle nostre vite.
Il comitato Per il ritiro di ogni autonomia differenziata, l’unità della Repubblica, l’uguaglianza dei diritti da più di tre anni concentra la propria attività sul tentativo di respingere il progetto di Autonomia differenziata.
Prevista dalla revisione del Titolo V della Costituzione avvenuta nel 2001, l’Autonomia Differenziata è una possibilità pericolosissima che si offre alle regioni a statuto ordinario di poter chiedere autonomia potenzialmente su 23 materie (tra cui sanità, istruzione, infrastrutture, sicurezza sul lavoro, beni culturali, ambiente).
Di fatto, se ciò avvenisse, le regioni diventerebbero una sorta di regioni a statuto speciale, in
concorrenza con le altre parti del Paese, con legislazioni indipendenti.
Già alcune regioni (in particolare Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, le prime 2 governate dalla Lega, la terza dal PD) hanno portato avanti la trattativa con il Governo e premono perché il processo venga concluso.
I passi per accedere all’autonomia differenziata prevedono infatti una intesa tra Governo e singola regione, quasi un patto privato, perfezionata la quale il Parlamento avrebbe solo un ruolo di ratificatore. L’autonomia differenziata prevede, per giunta, che la regione trattenga per sé parti più o meno consistenti del proprio gettito fiscale. Insomma: in un colpo solo verrebbero azzerati principi e conquiste costituzionali (uguaglianza, solidarietà) che sono alla base della nostra civiltà giuridica.
“Dimmi in che regione vivi e ti dirò quali diritti avrai garantiti”: non è per questo risultato che i padri e le madri costituenti hanno scritto la Carta, fondata sull’antifascismo e sulla lotta partigiana. Più ancora si può affermare: “Dimmi in quale regione vivi e ti dirò quale contratto di lavoro hai, quali programmi scolastici, quali diplomi, quali servizi sanitari, quale politica ambientale…”
Perché ci rivolgiamo a voi? Innanzitutto perché sappiamo bene che tutto il processo
dell’autonomia regionale (con trattative e passaggi che vanno avanti da anni) è stato
volontariamente tenuto nascosto ai cittadini e alle cittadine che ne subiranno, però, le conseguenze nella loro vita quotidiana. L’occasione dell’imminente tornata elettorale sarà fondamentale per informarsi su tale progetto, in particolare per chi non accolga l’idea di diritti sociali differenti sulla base del certificato di residenza.
Cosa ne sarebbe dei divari già esistenti tra Nord e Sud e – sia al Nord che al Sud – tra territorio e territorio? Cosa ne sarebbe dell’interesse generale, dei così detti “beni comuni”, già oggi abbandonati alle privatizzazioni e alla logica del profitto? Cosa ne sarebbe della promozione degli svantaggiati o del contratto collettivo nazionale del lavoro? Cosa, infine, ne sarebbe dei diritti universali, non più garantiti a tutte e tutti (si pensi al diritto alla salute, ad esempio), ma asserviti alla competizione e al profitto e perciò sottratti definitivamente a qualsiasi criterio di omogeneità e uniformità sul territorio della Repubblica? Declinati, invece, secondo una prospettiva egoistica, chepotrebbe consentirne l’accesso solo a chi abbia la disponibilità economica? Già oggi, ad autonomia differenziata non completata, molti passi sono stati compiuti in questa direzione.
Noi tutti abbiamo sotto gli occhi le conseguenze drammatiche della prima regionalizzazione
della sanità, venute alla luce in modo eclatante con la pandemia. Se l’AD venisse realizzata, a un Sud sempre più abbandonato e senza mezzi farebbero da “contraltare” regioni del Nord nelle quali la sanità verrebbe completamente privatizzata, consegnata ai fondi assicurativi, riservata a chi può permettersi polizze; per giunta si moltiplicherebbe ulteriormente il fenomeno dei “viaggi della speranza”, dalle regioni del Sud a quelle del Nord, consentiti però solo a chi ne avesse la possibilità economica.

Ma la sanità non è che un aspetto: lo stesso discorso varrebbe per la scuola, i contratti,
le norme del lavoro, insomma per tutte le altre 22 materie disponibili.
Cara elettrice e caro elettore, se queste argomentazioni ti sembrano valide e se condividi queste nostre istanze, ti preghiamo di dare un segnale per bloccare il processo in corso, l’aumento delle diseguaglianze, la disgregazione dell’unità repubblicana che esso porta con sé: decidi di assegnare il tuo voto esclusivamente a chi si esprima contro ogni forma di autonomia differenziata.
Come ostacolare questa deriva? Chiedi tu per primo/a ai candidati e alle candidate sul tuo
territorio una chiara e inequivocabile pronuncia contro il progetto di regionalismo differenziato.
Poni – nelle occasioni elettorali, nei comizi, nelle assemblee che verranno fatte e a cui avrai
occasione di partecipare – la questione, esigi una risposta. Si tratta di un impegno minimo, che renderebbe però chiara l’esigenza di tante e tanti che il proprio partito di riferimento abbandoni il progetto. Che potrebbe portare al centro della campagna elettorale un tema cui la maggior parte delle formazioni politiche guardano con interesse, ma che – essendo profondamente divisivo – non fanno emergere, se non in contesti particolari.

Facci pervenire la notizia di impegno da parte dei candidati e delle candidate a non appoggiare il processo dell’autonomia. Noi faremo del nostro meglio per rendere pubblica la posizione espressa.
Da parte nostra, qualunque sarà l’esito delle consultazioni elettorali, convocheremo una ulteriore assemblea nazionale nella prima metà del mese di ottobre per definire le modalità della continuazione della lotta contro l’autonomia differenziata, sperando di avervi al nostro fianco.
Grazie per l’attenzione.


Comitati contro qualunque autonomia differenziata, per l’unità della Repubblica e l’uguaglianza dei diritti
Fb: ControOgniAutonomiaDifferenziata
Web: perilritirodiqualunqueautonomiadifferenziata.home.blog
email: comitatinoad@gmail.com – portavoce nazionale Marina Boscaino tel 328 565 4425

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